La strada è il mio divano, le persone, la mia coperta!

Quante volte durante questo viaggio mi sono riscoperta fragile, quando mentre pedalavo improvvisamente calava il buio e sudavo. Avevo davvero paura e mi sentivo piccola piccola in quel grande universo lontano da casa! Penso che più che avere coraggio ho combattuto contro le mie fragilità e forse non è un aspetto del tutto negativo l’essere fragili perché le debolezze ci fanno sentire umani. Poi conoscevo persone e quelle fragilità si sgretolavano e diventavano momenti di condivisione. Chiudevo a chiave il lucchetto che conteneva le paure e ne aprivo un altro che rappresentava l’entusiasmo e la gioia di vivere…E così km dopo km arrivavo a Capo Nord con il sorriso sulle labbra e la voglia di continuare a viaggiare…Con una bicicletta, delle borse e tanta voglia di esplorare, attraversavo paesi bellissimi fino ad arrivare in Norvegia.
La strada era diventata il mio divano, le persone la mia coperta e con gli occhi pieni di gioia tornando a casa penso che questo non sia stato solo un percorso fisico ma anche interiore, un’esperienza che mi ha fatto sognare e reso consapevole che bisogna fare ciò che si ama anche quando per gli altri ciò che fai non ha un senso..Il senso nostro non sempre coincide con il senso degli altri. E non importa se si fanno 5,10 o 5000 km. L’importante è tornare diversi da come si è partiti.
Viaggiare è sempre la scelta giusta.

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